In vista delle elezioni parlamentari del 2009, l’Unione Europea con il supporto di un’agenzia di comunicazione tedesca, la Scholz & Friends, si è impegnata nel lancio di una Campagna di sensibilizzazione per incentivare la partecipazione dei cittadini europei al voto. Nel 2004 l’Unione Europea aveva infatti registrato un imbarazzante calo di popolarità dato che solo il 46% dei cittadini si era recato alle urne. La prima cosa che giustamente un’istituzione deve chiedersi in questi casi è: dove abbiamo sbagliato?
Da questa esperienza è nata così l’idea di lanciare alla vigilia delle elezioni del 2009 una campagna per scongiurare l’astensionismo, uguale per tutti gli stati membri basata sul claim “It’s Your Choice” e riconoscibile dall’uso dei colori simbolo dell’Unione Europea: l’azzurro e il giallo.
In questo filmato sono spiegati gli obiettivi: dare coerenza alla comunicazione dell’Unione Europea proponendo ai cittadini la stessa visione, lo stesso slogan e lo stesso logo ovunque in Europa. Prendendo dichiaratamente spunto dal successo di Obama e del suo motto “Yes We Can” che tanto ha contribuito a infondere nell’elettorato americano un senso di partecipazione e responsabilità per la propria scelta.
La campagna si basa soprattutto su messaggi audiovisivi e multimediali. Lo scopo è naturalmente quello di “raggiungere le persone lì dove sono”: davanti alla televisione (fascia della popolazione più anziana) o al monitor del computer (i giovani), ma anche nei luoghi pubblici della città. Cinque spot sono infatti già visibili a Roma nello spazio Europa di via IX Novembre.
Aldilà delle valutazioni sull’esito degli sforzi creativi (e/o del budget speso) si tratta di un ottimo esempio di coordinamento delle attività di comunicazione utile a dare un senso di coesione dei vari stati membri e l’idea di un tessuto politico e sociale europeo di cui far parte in modo attivo. Il problema riscontrato nelle passate elezioni era infatti che le persone non percepivano come determinante il proprio voto di fronte a un elettorato formato da 350 milioni di cittadini.
Fin qui tutto bene, ma il nostro Ministro per le politiche comunitarie, Andrea Ronchi, non ha apprezzato il lavoro svolto dall’agenzia berlinese e dall’Unione Europea dissociando l’Italia dalla campagna. Questo il breve comunicato pubblicato sul sito del Dipartimento:
Il Ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi, ritiene che i contenuti della campagna di comunicazione promossa dal Parlamento europeo, nella sua attuale formulazione, non siano idonei a migliorare la percezione e la conoscenza dei valori e delle opportunità derivanti dall’appartenenza all’Unione Europea.
Per questo motivo il governo italiano non intende aderire alla campagna di comunicazione europea in vista del voto di giugno. In pieno accordo con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Dipartimento per le Politiche Comunitarie, sta preparando una diversa e più appropriata campagna di comunicazione.
Il TG1 oggi ha annunciato che si tratta di un problema di localizzazione, cioè di adattamento della comunicazione allo specifico contesto culturale del nostro Paese. Questa affermazione sembra andare nella direzione completamente opposta allo spirito che ha animato la campagna di sensibilizzazione UE.
Inoltre “localizzare” una campagna significa adattare un messaggio dal punto di vista linguistico e culturale, ma non richiede di doverla rifare (e per giunta a proprie spese).
Un esempio di localizzazione – che non è una semplice traduzione – è il claim “Usa il tuo voto” adattamento italiano di “It’s Your Choice” (letteralmente “è la tua scelta”) abbinato alla campagna in questione.
Mi chiedo, in qualità di professionista delle relazioni pubbliche, se una decisione del genere sia stata maturata con la dovuta attenzione. Come farà infatti il Governo Italiano a farci sentire parte di una comunità culturale, territoriale e politica più ampia partendo dal presupposto che siamo diversi dagli altri cittadini europei?
Tag: campagna istituzionale Unione Europea, Comunicazione integrata, localizzazione
Ben detto!
Il sospetto é che il Governo tremi alla sola idea che i cittadini italiani vengano responsabilizzati di fronte a delle scelte reali, invece che a delle scelte virtuali tra pollo arrosto od alla cacciatora.
Inshalla!
E.S.