Nell’epoca della stampa digitale e della grafica “fai da te” il biglietto da visita è diventato uno strumento di presentazione molto diffuso, ma non sempre altrettanto curato. Prendendo in esame la mia collezione personale ho isolato i casi più disperati per compilare questo breve elenco degli errori più frequenti.
1. BIGLIETTI SCRITTI A MANO: magari su carta da riciclo. Sono una realtà che ha un’incidenza maggiore quanto più il soggetto lavora in ambito pubblico.
2. ANTEPORRE IL COGNOME AL NOME: vecchio retaggio da caserma purtroppo ancora diffuso.
3. FORMATI BIZZARRI: allungati, rotondi, piccoli e quadrati… l’originalità spesso non paga sul piano della funzionalità col rischio che il biglietto debba essere piegato per entrare nei raccoglitori.
4. RECAPITI NON AGGIORNATI: cancellature e correzioni a penna non sono molto utili a promuovere la propria immagine professionale.
5. CARATTERI OSCURI: l’uso poco accorto dei caratteri tipografici e soprattutto del corsivo rende le scritte indecifrabili costringendo gli altri a sforzare gli occhi.
6. TITOLI CANCELLATI: accade anche questo. E induce a chiedersi per quali ragioni il soggetto abbia perso il titolo o la carica.
7. IMMAGINE FIACCA: anche un biglietto da visita, come qualsiasi strumento di comunicazione, deve colpire l’attenzione e possibilmente rimanere impresso nella memoria.
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